Capomatto Marketing
93100 Caltanissetta (IT)
Il direct email marketing (DEM) rivolto alle aziende è il più comune fra gli strumenti dell'e-mail marketing, si tratta di una sorta di (B2B) poichè mittente e destinatari sono sempre le aziende. La promozione attraverso la posta elettronica può essere un importante veicolo per la promozione aziendale, ma solo se è fatta nel migliore dei modi. Il rischio che sia percepita dai destinatari come un'inutile perdita di tempo o, nel peggiore dei casi, come spam è alta.
Prima di tutto occorre un database mirato con gli indirizzi e-mail del target prescelto. É opportuno fare una selezione scegliendo il target con caratteristiche compatibili alla proposta. Formare database di indirizzi adatti all'email marketing può essere un'impresa. Per fortuna esistono aziende come la nostra, che sono in grado di reperire molteplici indirizzi e-mail classificati per categoria merceologia, regione e città.
Il secondo step riguarda la percentuale di successo dell'email inviata. Non tutti i destinatari leggono il contenuto della mail. Solo nel 20 e il 30% si registra un successo. I fattori che favoriscono il cosiddetto open rate sono la conoscenza dell'indirizzo del mittente e la personalizzazione della mail. Anche il titolo della mail, se intrigante, può favorire l'apertura e quindi la lettura del messaggio pubblicitario.
Il terzo punto è relativo alle azioni che il destinatario compie dopo l'apertura della mail. L'azienda, se interessata alla proposta clicca sul link contenuto nella mail reindirizzandola presso il sito web o la landing page. Se il destinatario non è sufficientemente interessato, ma non infastidito, chiuderà la mail senza cliccare sul link. La terza possibilità è la peggiore; il ricevente non è affatto interessato, trova la mail una perdita di tempo e quindi, per evitare altri invii dallo stesso mittente, seleziona il link relativo alla procedura di cancellazione della sua e-mail dalla mailing list.
L'ultimo passo riguarda la struttura della già citata landing page, cioè la pagina del sito che compare cliccando sul link indicato nella newsletter. Se all'interno della newsletter erano presenti aspetti che motivavano il click sul link, è indispensabile che gli stessi elementi siano presenti anche nella landing page, che deve comunque essere coerente con quanto il destinatario della mail si aspetta.